Nota sul viaggio. Roxi racconta un viaggio del 2006, pubblicato nel 2009. Ascensori, montascale, tariffe e percorsi possono essere cambiati.

Quando Roxi partì per Venezia con Giorgio, la domanda era inevitabile: come si visita una città costruita sull’acqua e cucita insieme da centinaia di ponti? La risposta del viaggio fu meno netta del previsto. Venezia resta difficile, ma non è affatto priva di possibilità.

San Marco come punto di partenza

L’Hotel Diana, vicino a Piazza San Marco, non era una struttura pienamente accessibile. Roxi, però, riusciva a compiere alcuni trasferimenti e a camminare brevemente con le stampelle: una precisazione fondamentale, perché ciò che ha funzionato per lei non è automaticamente adatto a ogni viaggiatore.

Piazza San Marco era percorribile e il cuore monumentale della città poteva essere vissuto con relativa libertà. Per il campanile, prima dell’ascensore, restavano tre o quattro gradini. Palazzo Ducale offriva un percorso solo parziale, ma consentiva comunque di entrare in una parte importante della visita.

Il vaporetto cambia la mappa

La vera risorsa fu il vaporetto. Salire e scendere risultò semplice e, al momento del viaggio, il trasporto era gratuito per Roxi. Ogni fermata diventava una possibile alternativa a un ponte: invece di leggere Venezia come un labirinto pedonale, la si poteva immaginare come un arcipelago collegato dall’acqua.

Riva degli Schiavoni offriva una passeggiata piacevole. Per raggiungere le zone dei Frari e dell’Accademia fu necessario studiare gli approdi e accettare qualche compromesso. Un montascale trovato fuori servizio dimostrò quanto una singola attrezzatura possa decidere l’intera giornata.

Rialto, Murano e Burano

Per vedere Rialto, la soluzione migliore fu arrivare in vaporetto dalla parte più comoda e godere del quartiere senza tentare il ponte. È una lezione che torna spesso nei viaggi accessibili: non sempre l’obiettivo deve essere attraversare un simbolo; a volte basta raggiungerlo dal lato giusto.

Murano e Burano sembrarono più semplici, anche perché molti ponti erano più piccoli. Restavano dislivelli e passaggi da valutare, ma l’atmosfera delle isole ripagava l’organizzazione necessaria.

Venezia non si lascia percorrere in linea retta. In carrozzina serve costruire la visita per zone, usando l’acqua come strada e scegliendo in anticipo il lato giusto dei canali.

Una città possibile, con condizioni precise

Il racconto di Roxi non vuole dire che Venezia sia accessibile a tutti. La sua autonomia nei trasferimenti e la presenza di Giorgio furono parte della soluzione. Mostra però che molte esperienze sono reali: Piazza San Marco, i vaporetti, diversi musei, la Riva e le isole.

La raccomandazione è preparare le giornate per aree, controllare gli approdi accessibili e non affidarsi a un solo montascale. Con queste cautele, Venezia può smettere di sembrare soltanto una somma di ponti e tornare a essere ciò che è: una città da scoprire sull’acqua.

Roxi

Testo e fotografie pubblicati nella raccolta di reportage di EveryoneCanGo.