Nota sul viaggio. Nave, procedure e itinerario si riferiscono al 2010. Prima di prenotare occorre verificare cabina, ausili e modalità di sbarco direttamente con la compagnia.

Silvia sale a bordo della Costa Serena per l’itinerario “Panorami d’Oriente”: Venezia, Bari, Olimpia, Smirne, Istanbul e Dubrovnik. Viaggia con la sua carrozzina elettrica e osserva ogni passaggio, dall’imbarco alle escursioni.

Una nave grande e facile da attraversare

A Venezia l’imbarco avviene attraverso una passerella che Silvia percorre senza particolari difficoltà. Una volta a bordo, la nave si rivela spaziosa e organizzata: circa quindici ascensori collegano i ponti e gran parte degli ambienti comuni è raggiungibile.

Costa Serena vista durante la crociera
La Costa Serena durante l’itinerario nel Mediterraneo.

La cabina: ampia, ma il bagno non convince

La cabina accessibile offre spazio per manovrare con la carrozzina elettrica. Il bagno, però, presenta problemi importanti: WC troppo basso e privo dei sostegni necessari, lavabo con colonna che limita l’avvicinamento, seggiolino della doccia senza braccioli. Sono dettagli che possono rendere indispensabile l’aiuto di un accompagnatore.

È un esempio perfetto di quanto la parola “accessibile” sia insufficiente. Una porta larga non basta se i sanitari non consentono i trasferimenti della persona che userà la camera.

Ogni porto è una storia diversa

A Bari, Smirne e Istanbul le passerelle sono ripide. L’equipaggio interviene per accompagnare Silvia, ma l’esperienza dipende dalla pendenza e dalle condizioni del momento. A Olimpia tre gradini separano dal percorso e richiedono assistenza.

Dubrovnik è la tappa più delicata: lo sbarco avviene con una lancia e il mare mosso rende il trasferimento difficile e rischioso. Silvia riesce a scendere grazie all’equipaggio, ma il racconto invita a non trasformare il coraggio in una regola per tutti. Peso della carrozzina, stabilità, capacità di trasferimento e condizioni del mare cambiano completamente la valutazione.

Essere riusciti a scendere non significa che lo sbarco fosse accessibile. Significa che, in quelle condizioni, un gruppo di persone ha trovato il modo di farlo.

Il bilancio di Silvia

La crociera resta un’esperienza positiva. La vita a bordo offre autonomia e molte occasioni di condivisione; le escursioni regalano emozioni, anche quando richiedono aiuto. Proprio per questo il reportage è utile: conserva insieme l’entusiasmo del viaggio e le criticità.

Chi parte oggi dovrebbe chiedere fotografie e misure della cabina, chiarire il tipo di sedile doccia, dichiarare peso e dimensioni della carrozzina e informarsi sullo sbarco in ogni porto. La nave può essere accessibile, mentre una singola tappa può non esserlo.

Silvia

Testo e fotografie pubblicati nella raccolta di reportage di EveryoneCanGo.